MR. ROBOT - Recensione episodio 3x08 "eps3.7_dont-delete-me.ko"


L’episodio della settimana scorsa aveva momentaneamente messo da parte la storyline di Elliot per mostrarci gli effetti della Fase 2 sul resto dei personaggi. Questa puntata è invece totalmente incentrata su di lui, seguendone il tentato suicidio e il conseguente ritorno dal baratro.


Si parte con un flashback della sua infanzia, subito dopo l'"incidente" della finestra nel periodo in cui il padre era molto malato. I due si trovano al cinema e stanno per andare a vedere “Shallow Grave”, ma il giovane Elliot si rifiuta di entrare e non vuole passare la serata con lui. Edward vuole riavvicinarsi al figlio e tenta in tutti i modi di fargli capire quanto sia dispiaciuto, ma non c'è niente da fare: Elliot gli dice che non lo perdonerà mai. Con queste parole il padre si accascia a terra per un malore mentre un Elliot indifferente gli prende la giacca e se ne va a guardare il film da solo. In realtà solo proprio non è: lo vediamo infatti parlare con la sedia vuota accanto a lui, sintomo dell’inizio della sua malattia.


Torniamo al presente, sono trascorse tre settimane dagli attentati ed Elliot ha deciso di cancellare ogni traccia digitale per poi scomparire lui stesso. Parla con Darlene dei suoi sensi di colpa, dicendo che le ha provate tutte, dalla droga, alla terapia, alla prigione, ma niente di tutto questo è servito a far scomparire Mr. Robot. Si addossa anche le colpe di Mr. Robot e arriva al punto di dire che tutto quello che ha fatto l'ha fatto perché gli piaceva. Alla fine, vedendola sconvolta e non volendola allarmare ancora di più, le dà appuntamento per il giorno seguente con la promessa di guardare insieme Careful Massacre come ai vecchi i tempi. Dopodiché lascia Flipper a un vicino, si libera della giacca di Mr. Robot, compra una grande quantità di morfina e si dirige a Coney Island per mettere fine alle sue sofferenze.

Prima di raggiungere Coney Island decide però di passare dalle famiglie di Mobley e Trenton per porgere le sue condoglianze e soprattutto per cercare di rincuorarli. Si trova davanti due situazioni completamente diverse: da una parte il fratello di Mobley, furioso perché la sua carriera è stata rovinata e deciso a non fargli avere nemmeno un funerale, dall’altra la famiglia di Trenton che sta per andarsene dal Paese, ben consapevoli però che la ragazza non fosse affatto una terrorista.

A questo punto Elliot è pronto per mettere fine alla sua vita senonché il fratello di Trenton, Mohammed, lo segue fino alla spiaggia e si impone prepotentemente per passare del tempo insieme a lui. E’ un ragazzino molto sveglio e testardo, capace di fare le domande giuste al momento giusto, ma Elliot non ne vuole sapere di mettere da parte il suo piano e decide quindi di riaccompagnarlo a casa. Lì però scopre che i genitori sono andati a trovare dei parenti e lo hanno lasciato da solo chiuso fuori. Mohammed non è stupito né dispiaciuto e insiste con Elliot per farsi portare al cinema. Alla fine Elliot cede e lo porta a vedere Ritorno al futuro (e non è di certo un caso). A un certo punto però il ragazzino scompare e Elliot lo ritrova dentro a una moschea a pregare.


Dopo uno scontro verbale tra i due Elliot arriva addirittura ad ammettere a questo sconosciuto di volersi suicidare. Mohammed non reagisce a questa affermazione e gli racconta di pensare spesso di essere la causa per cui sua sorella se ne sia andata e li abbia abbandonati. Ma Elliot lo rincuora con fare paterno, assicurandogli che né lui né sua sorella hanno colpe in tutto ciò che è successo. Alla fine i due tornano a casa di Mohammed e si scopre che il ragazzino aveva con sé per tutto il tempo le chiavi di casa. Si salutano ed Elliot gli promette che si rivedranno. Il piano del suicidio è saltato definitivamente.

Di ritorno a casa, Elliot si ferma nell’appartamento di Angela e parlandole attraverso la porta le ricorda di quando da piccoli si divertivano a giocare ad esprimere tanti desideri, ben consapevoli che non si sarebbero esauditi, ma comunque contenti perché la parte migliore per loro era il fatto di desiderare qualcosa. Probabilmente una delle scene più commoventi della serie.


L’episodio si conclude con Elliot che riceve la famosa mail da Trenton (quella nominata nella 3x07) e scopre che forse esiste un modo per annullare l’attacco del 5/9.

Una puntata splendida e sorprendentemente sentimentale, cosa che non capita di vedere spesso in questa serie. Messi da parte i colpi di scena e le capriole stilistiche scopriamo un nuovo lato di Elliot e assistiamo alla sua rinascita, guidata da un ragazzino che inconsapevolmente gli ha salvato la vita.

Il rapporto tra Elliot e Mohammed è un po’ un rapporto padre/figlio, forse un riflesso di quello tra lui e Mr. Robot, rimarcato anche dal flashback iniziale. Il ragazzino rappresenta infatti una parte della sua infanzia, colpevole e disperata, ed Elliot decide di prendersi cura di lui. A sua volta Mohammed si occupa di Elliot, creando uno scambio reciproco che in qualche modo salva entrambi.

Il nostro protagonista è rinnovato da questo incontro e appare più forte, tanto da decidere di andare a perdonare e salvare la sua più cara amica. Il messaggio di quell’incontro è chiaro: ciò che gli importava da piccoli non era il risultato ma il desiderare in sé, ed Elliot si augura per loro di ricominciare a sperare in un futuro migliore piuttosto che vagare senza uno scopo. Probabilmente il nuovo scopo di Elliot sarà di scoprire le indagini di Trenton e di annullare l’attacco del 9/5.



Nonostante l’episodio si discosti molto dal mood tipico della serie, resta comunque straordinario, forse uno dei più belli, ricco di fascino e sentimentalismi di cui non sapevamo di avere bisogno. 

Straordinari anche i titoli iniziali, con una sigla reinventata in stile cinematografico anni '90, ad introdurre (insieme al cambio di formato dal classico 16:9 televisivo al rapporto cinematografico 2,39:1) un episodio che con il cinema ha molto a che fare. 



Continuano intanto i riferimenti al “tempo”, ma ancora non è chiaro che direzione prenderà la serie, anche se un principio di narrazione distopica è già in atto e la fantascienza potrebbe non essere troppo lontana. Che Sam Esmail si stia semplicemente prendendo gioco di noi?


Un saluto alle affiliate:


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Articolo di Unknown

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