THE X-FILES - "Familiar". Recensione 11x08


Dopo la puntata precedente totalmente distaccata dal resto della storia, l’ottavo episodio della stagione intitolato “Familiar” è di stampo classico con il tentativo di legarsi all’attualità.




 La puntata si apre in Connecticut. La cittadina viene sconvolta dall’omicidio di un bambino trovato squarciato nel bosco. Il piccolo di nome Andrew è il figlio di un agente, quindi sul posto vengono chiamati Mulder e Scully. Mentre la polizia pensa che il bambino sia stato vittima di un attacco di un coyote, i due agenti dell’FBI hanno un’altra teoria. Per Dana il piccolo è stato la vittima di una vendetta operata da un criminale arrestato dal padre o di un serial killer che si è macchiato di altri delitti simili ai danni dei bambini. Mulder come sempre non condivide la visione razionale della collega e pensa che la cittadina sia maledetta. In passato c’era stata la caccia alle streghe, tanto che una donna era stata vittima di un sacrificio davanti ad una serie di testimoni.


La presenza dei federali non risolve il caso, anzi lo complica. La polizia locale decisa a chiuderlo come incidente predatorio non può più farlo a seguito dell’arrivo dell’FBI. La presenza di Scully e Mulder spinge il padre del bambino a cercare vendetta. I suoi sospetti cadono su un uomo che recentemente si era trasferito nella cittadina con alla spalle l’accusa di corruzione di minore. Anche se convocato in caserma l’uomo non si presenta, tanto che il padre del bambino decide di andare a casa sua per ucciderlo. 


La situazione diventa difficile quando la famiglia del capo della polizia sparisce. Poche ore dopo viene ritrovata priva di vita nel medesimo modo del bambino. Mulder durante le indagini nel bosco scopre sotto ad alcune foglie un cerchio magico disegnato con il sale, probabilmente appartenente ad un rito satanico. In questo caso i rimandi della puntata sono un chiaro riferimento a Supernatural ad una serie in voga negli USA. Nonostante questo la vera natura della serie rimane. La puntata è un misto di realtà e fantascienza in cui i rimandi alla società attuale e la critica a ciò che succede non mancano mai. Nell’episodio c’è un’aperta critica ai personaggi per bambini, che pur avendo presa sui ragazzi in realtà risultano terrificanti per gli adulti. Inoltre nella puntata vengono messi alla berlina i vizi e i tradimenti degli adulti


La scoperta di Fox arriva troppo tardi. La folla inferocita si scaglia contro l’uomo accusandolo di pedofilia, mentre il padre di Andrew si suicida. La notizia della scarcerazione dell’uomo, manda la cittadina su tutte le furie innescando una serie di violenza e terrore priva di qualsiasi logica. L’episodio pur avendo un richiamo con la realtà, prendendo spunto dalla tradizione, dalle superstizioni e dai pregiudizi che spesso avvengono nei paesi rurali. Proprio questo porta a mettere in prima linea gli scenari più cupi cercando di attualizzarli. Ciò che manca realmente nella puntata, però, è l’empatia nei confronti dei personaggi che vengono uccisi nel corso dell’episodio, come il presunto pedofilo e la moglie dello sceriffo che si butta nella magia nera. Sono persone che conosciamo per pochi minuti e che non hanno alcun legame con la storia. 


Anche se la puntata è stata ben eseguita, riuscendo a far interagire la classicità della struttura con il contesto moderno, non aggiunge molto alla storia principale. Per riprendere le file degli avvenimenti principali non ci resta che vedere le prossime puntate sempre più vicino alla conclusione della serie. 


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Articolo di Francesca Baranello

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