GOTHAM - "La Filosofia Del Joker" Recensione dell'episodio 4x18 "That's Entertainment"


Dopo quattro stagioni, finalmente Gotham ci mostra la sua versione del Joker, e ne racconta le origini con una scena d’impatto ma che non convince del tutto.
Gotham, con “That’s Entertainment” ci regala una puntata che non è esattamente all’altezza del suo titolo. L’ultimo episodio dello show se da un lato mescola trama e personaggi in un mix di horror e commedia anche avvincente, dall’altro si lascia tentare da risoluzioni troppo raffazzonate e semplicistiche, oltre a presentare la genesi di un villain importante del panorama di Batman, che però non riesce a soddisfare le aspettative, almeno dal mio punto di vista.


Il filone principale di questo episodio, come del resto dei precedenti, è rappresentato da Jerome e dalla sua Legion Of Horribles, che prendono in ostaggio il sindaco e altri importanti cittadini di Gotham chiedendo in cambio Jeremiah Velaska e Bruce Wayne come ostaggi. Il tutto, mentre un dirigibile si sta dirigendo sulla città, pronto a rilasciare il gas esilarante creato da Crane e Mr Freeze.

E Oswald che pensa...WTF?! 
Una minaccia che mette alle strette Jim Gordon e la tragedia viene scongiurata per un soffio, anche grazie all’incredibile aiuto di Oswald e al coraggio di Bruce Wayne.
Gotham, non è caduta nel caos, ma non per questo il piano di Jerome è fallito. Non del tutto.
Premetto che tutta questa parte di episodio mi è piaciuta molto, è tornato quello stile un po’ horror e gore che mancava nella scorsa puntata e il tutto ha anche una buona dose di commedia tramite Oswald (che diventa un po’ la linea comica…diciamolo) che per quanto nella trama fosse una forzatura un po’ inutile, risulta divertente e spezza un po’ il dramma e la pazzia totale di Jerome. Diciamo che vedere il Pinguino come eroe improvvisato, mi ha fatto parecchio ridere, e soprattutto ho adorato sapere che Jim lo molla lassù col dirigibile senza troppe moine, in attesa di metterlo in contatto con un pilota.
Per altro ho apprezzato la trovata del dirigile in sé per sé, perché dà subito un atmosfera da super villain megalomane e un po’ steampunk che ci sta bene nella serie, e non so perché ma spero che Oswald si tenga il dirigibile, mi piacerebbe vederlo assaltare la città con quello, un giorno o l'altro.

 


Nel mentre che il Pinguino diventa suo malgrado l’eroe della città, (giusto perché non si può governare una città piena di pazzi) assistiamo con sommo dispiacere, alla bellissima scena della caduta di Jerome.
Una caduta letterale in questo caso, perché Jerome si lascia cadere dal tetto, impedendo a Jim Gordon di salvarlo, e sulle labbra l’ultima fragorosa risata tatuata sul volto anche dopo la sua morte, in una fantastica citazione al Joker di Jack Nicholson nel film di Tim Burton.


Jerome prima di morire, sputa il suo odio verso tutto ciò che Gordon rappresenta, parole molto incisive e forti, accompagnate da una frase che racchiude il suo reale obiettivo : ““I’m an idea. A philosophy. And I’ll live on in the shadows of Gotham’s discontent.” Una promessa e una minaccia, che mi sono piaciute a tal punto da rimanermi ancora impresse qualche giorno più tardi dalla visione dell’episodio. Purtroppo, alla morte di Jerome, mancava Bruce, e forse, al contrario della presenza di Gordon, avrei preferito quella del giovane Cavaliere Oscuro, visto la loro contrapposizione negli episodi precedenti e il loro passato.


Inutile dire che l’ultima performance di Cameron Monaghan come Jerome è stata grandiosa, ma purtroppo, nella trama e nella scrittura ho ritrovato delle problematiche e delle mancanze che non mi hanno lasciato apprezzare del tutto l’episodio in sé.
Partiamo dal presupposto che la stessa idea del fratello gemello non è mai riuscita a piacermi e men che meno ho apprezzato la risoluzione in questa puntata.
Scopriamo che Jeremiah era a tutti gli effetti il fratello buono, si dimostra coraggioso e crea anche un legame con Bruce Wayne. La mia teoria e speranza di un fratello ancora più malvagio che avesse plasmato e creato Jerome a sua immagine vanno quindi a farsi benedire, anzi, è Jerome che vuole plasmarlo a sua immagine a dire il vero, convinto che condividessero lo stesso seme della pazzia.


Le origini vere e proprie del Joker, vengono quindi raccontate  nel finale dell’episodio. Jermiah, dopo aver stretto la mano a Bruce, torna nel suo bunker dove trova un pacco regalo con al suo interno una scatola. Capiamo subito che la scatola in legno lavorato contiene uno di quei pupazzi pagliaccio a molla, che naturalmente scatta, rilasciando una versione particolare del gas esilarante che lo contamina.


E mentre Jeramiah scivola lentamente nella pazzia, in sottofondo sentiamo la voce di Jerome che gli intima di portare avanti il suo operato. Il Joker prende allora il sopravvento, la faccia deformata da una sadica e pazza risata.


Nasce così, il Joker di Gotham, accompagnato da una scena suggestiva, che cita The Killing Joke, ma a mio avviso supportata da un effetto speciale non proprio fantastico e che alla fine dei conti risulta troppo semplicistica.
Certo, sembra strizzare l’occhio al videogioco Arkham Knight, in cui il Joker era diventato quasi una sorta di virus che infettava le persone, perché per certi versi, Jerome ha trasferito il suo spirito e la sua essenza in Jeremiah infettandolo, ma il problema è che l’ascesa del Joker, non può essere dovuta a un semplice gas.
Il Joker, è un villain, complesso, controverso, e non può essere creato così dal nulla, da qualcosa di così artificiale. Al momento, il tutto è alquanto banalizzato, e spero che gli autori riescano a tirare fuori qualche motivazione in più per rendere il tutto più credibile.
Per non parlare del fatto che senza Jerome, al momento, si perde anche la contrapposizione tra Batman e il Joker.
Nelle scorse puntate, avevano sviluppato molto bene il senso di colpa e di responsabilità che Bruce provava verso Jerome, una cosa che purtroppo ad oggi, non c’è più. Jerome è morto e non vedo perché Bruce debba sentirsi poi così responsabile verso questo nuovo Joker. Ovviamente lo combatterà ugualmente, ma non ci sarà alcun trascorso, nessun passato. Bruce non ha nemmeno avuto lontanamente a che fare con la trasformazione di Jeremiah, né con la morte di Jerome, perciò tutto il tormento causato dal primo Velaska,  non ha più alcun senso.
Certo, da questo Joker mi aspetto comunque grandi cose e sono sicura possa dare molto filo da torcere al futuro Cavaliere Oscuro. Jeremiah sembra essere molto più intelligente e lungimirante del fratello, e se riuscirà a sfruttare e mantenere queste caratteristiche anche come Joker, potrebbe diventare molto più pericoloso di quanto fosse Jerome. Il grosso problema è nell’aver creato un convincente “Joker” precedente, a cui hanno staccato e riattaccato la faccia e cucito addosso diversi comportamenti e citazioni per poi far diventare il villain qualcun altro.


In compenso, Bruce, in questi episodi, mi piace molto. Ho apprezzato il suo coraggio e è stato bravo a gestire la situazione. Per non parlare del fatto che ho adorato la sua mini festa di compleanno, l’abbraccio sincero con Alfred, e la scena condivisa con Selina, che viene a trovarlo giusto in tempo per una fetta di torta. Si è respirato una bella atmosfera, anche se per poco.

Che bellini
Un grosso no, invece, è tutto dedicato alla storyline di Barbara e alla setta di Ra’s. Non è interessante e trovo tutto molto forzato e senza senso. Un po’ come Tabitha, che decide di levare le tende prima di essere rapita e prelevata da altri membri della setta degli assassini, il cui scopo è sconosciuto, sappiamo solo che adorano Ra’s e lo rivogliono.

Lei la prende con calma...

La scena del caveau in cui Barbara trova un quadro d’epoca raffigurante lei e Ra’s mi ha fatto scoppiare a ridere, mi sa di sòla da lontano un miglio, e fossi in lei almeno lo avrei fatto controllare da un curatore esperto.

Un altro episodio che ci avvicina al finale di stagione, e in città si prospetta uno scenario per nulla tranquillo: il Joker, lo scisma della Lega Degli Assassini, Il Pinguino e L’Enigmista… è l’inverno dello scontento di Gotham.




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Articolo di Cristina F.

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